MODULI FORMATIVI

Il progetto CHILD.FOR.CHILD ha come obiettivo principale quello di supportare i centri di accoglienza per minori fuori famiglia al fine di aiutare i ragazzi inseriti a raggiungere un livello di autonomia sufficiente a garantirgli il passaggio alla vita adulta. Sempre più urgente nel panorama europeo è infatti il fenomeno dei “careleavers”, letteralmente “coloro che lasciano la cura”, cioè tutti quei ragazzi allontanati dalla famiglia di origine che sono tutelati dallo Stato fino al diciottesimo anno di vita, al massimo fino al ventunesimo anno se c’è un progetto educativo o lavorativo in corso, e che al raggiungimento di tale età devono lasciare i circuiti di accoglienza e vivere una vita in “autonomia”.
In questo scenario, si è cercato di capire quali buone prassi a livello europeo fossero state attivate per la tutela di questi ragazzi ed è stata realizzata un’intensa analisi dei bisogni che non comprendesse solo i careleavers, ma anche i minori compresi tra 14 e 16 anni, coloro che lavorano a stretto contatto con questi ragazzi, educatori, assistenti sociali, psicologi, responsabili di comunità, e infine decisori politici e rappresentanti delle istituzioni territorialmente competenti. Nel coinvolgerli abbiamo avuto il prezioso supporto dell’ufficio del Garante dell’infanzia e dell’adolescenza del comune di Palermo, e la Municipalità di Bucarest – settore IV.
I diversi moduli formativi hanno come finalità quello di trasferire ai destinatari della formazione competenze o aggiornamento di competenze su tutto il processo di accoglienza e di gestione del minore fuori famiglia alla luce dei cambiamenti in atto e alle nuove metodologie applicate in Europa.
È necessario innanzitutto aumentare la conoscenza del fenomeno nella popolazione, nelle istituzioni, nei decisori politici affinché questi ragazzi non si sentano soli, e soprattutto affinché vengano ascoltati i loro bisogni, ma anche i loro desideri e le loro speranze. Così facendo è possibile lavorare su nuovi programmi che puntino all’acquisizione di un livello di autonomia del ragazzo che lo metta nelle condizioni di essere pronto a lasciare l’accoglienza quando arriva il momento. Ma per far questo ci vuole anche un intenso lavoro di rete che vede impegnati i servizi, le istituzioni pubbliche e private e il coinvolgimento della famiglia di origine laddove possa essere una risorsa.
È importante tenere conto del fatto che solo progetti di autonomia inseriti nel PEI fin dall’ingresso del minore in comunità, ma anche in famiglia affidataria, possono aiutare il giovane a lavorare nella giusta direzione di sempre maggiore acquisizione di autoconsapevolezza, senso di responsabilità, resilienza ed empowerment. Questo a prescindere dall’età di ingresso del minore in comunità, iniziando dall’acquisizione delle autonomie di base fino ad arrivare alle autonomie superiori. E la parola chiave diventa “sinergia” tra tutti gli attori coinvolti nel processo. Inoltre, adesso più che mai è necessario che strumenti di valutazione e monitoraggio vengano inseriti nel lavoro di comunità, in modo da seguire i progressi delle attività che vengono messe in atto, valutarne punti di forza e di debolezza, in modo da avere un immagine più chiara possibile del lavoro che si sta svolgendo.
I principali obiettivi di questo materiale di formazione sono:
• Aumentare la consapevolezza del fenomeno dei minori fuori famiglia
• Migliorare la gestione dei minori fuori famiglia inseriti nelle comunità
• Aumentare l’implementazione di programmi volti all’acquisizione di una maggiore autonomia
• Fornire dei dati sulla situazione delle comunità che ospitano minori fuori famiglia a Palermo e a Bucarest

Il percorso di autonomia dei careleavers

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Empowerment and indipendence pathways

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Indagine sulle best practices sui careleavers e i minori fuori famiglia

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Presupposti culturali e articolazione del progetto

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Gli organismi di partecipazione e di costruzione di rete previsti dalla sperimentazione

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Costruzione partecipata del progetto per l’autonomia nella sperimentazione nazionale

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Strumenti di valutazione e monitoraggio delle attività in comunità

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Lineeguida sulla gestione di programmi per il potenziamento delle Life Skills e dell’Intelligenza Emotiva

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Buone Prassi di Comunità Palermo 2.0

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